Africa 2016

Da quindici giorni sono tornata da questa esperienza a dir poco totalizzante. L’Africa, una terra che prende il cuore, difficile ancora spiegare il perché di questa affermazione, ma sento dentro me una trasformazione. Quando sono partita dall’Italia avevo in mente solo un obiettivo: ritrovare le radici, ed in parte è stato così. Vivendo venti giorni senza telefono ho tagliato momentaneamente i ponti con l’occidente per immergermi completamente in questa realtà per certi versi a me sconosciuta.

 

Ecco cosa ho provato.

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Il 26 giugno sono partita da Malpensa per raggiungere Elena all’orfanotrofio di Usa River vicino ad Arusha in Tanzania. Pensavo di andare per poter aiutare questi bimbi, per dare il mio contributo alla comunità: questi erano i miei obiettivi. Come accade per la maggior parte delle volte nella vita, le aspettative sono state capovolte da una realtà ben diversa. Questi bimbi mi hanno dato un amore infinito: ho compreso profondamente il potere degli abbracci. Per tanti giorni ho assaporato il contatto umano, sentivo quanto consolatorio e curativo è stato questo modo di vivere le giornate: molte volte mi ritrovavo con i bimbi a terra sommersa dal loro affetto… Ridevo e mi facevo coccolare e coccolavo a mia volta per minuti interminabili. Arrivavo a sera dentro la mia stanza completamente appagata, avrei potuto perdere completamente tutto, avrei potuto addirittura rimanere senza cibo per tempo: il mio nutrimento lo avevo preso dai loro abbracci.

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Questo è un piccolo assaggio che volevo condividere del mio viaggio, a breve pubblicherò altre foto insieme ad altre emozioni che piano piano stanno riaffiorando… Vi assicuro che in questi giorni non è facile elaborare e focalizzare l’esperienza intensamente vissuta. Un po’ di pazienza ancora e ritornerò a scrivere e condividere scatti.

A presto Laura